L'intervento che segue è tratto da un'intervista a Dario Biasiolo pubblicata dalla rivista Alè Toro" nel novembre 05
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Dario Biasiolo, il Preparatore Atletico del Torino Primavera, ci svela i segreti dei successi dei giovani granata. Eccoli. La scommessa di fine estate: "Stiamo attraversando un periodo positivo sia per la qualità del gioco espresso sia per i risultati fin qui conquistati. La squadra è tonica: certo, c'è tanto da lavorare, ma questi ragazzi in tre mesi sono migliorati moltissimo”. Il derby vinto: "La vittoria con la Juventus è stata una dimostrazione di forza e un capolavoro tattico di mister Pigino. Lui è un abile maestro delle impostazioni delle fasi difensive e offensive. Infatti, abbiamo battuto la blasonata Juve anche nelle sfide dei singoli duelli." Lo scouting: "Lavoriamo su temi ben precisi. Le gare del Toro vengono elaborate dettagliatamente: le filmiamo e le filtriamo con un programma software al computer, ovvero facciamo uno scouting che interessa ogni singolo giocatore. Le voci che andiamo ad analizzare sono le gestualità e i movimenti. Per gestualità intendiamo come il corpo si comporta in relazione al pallone e come reagisce in situazione di stress dinamico e non. Nei movimenti si va a verificare come il calciatore si relaziona tatticamente. I dati vengono studiati per produrre il lavoro settimanale, in funzione di un miglioramento qualitativo ben specifico." L'evoluzione della figura del Preparatore Atletico: "La funzione del Preparatore Atletico nel calcio si è decisamente evoluta. Non vi è più quella figura che faceva la preparazione atletica nel vero senso letterale del termine: ora tutto il lavoro nasce da situazioni di gioco confezionate e che provano a simulare il contesto che l'atleta dovrà affrontare nella partita vera e propria. Ti puoi ritenere a tutti gli effetti un allenatore in seconda." L'aspetto lavorativo: "Il lavoro deve essere metodico e consapevole; gli atleti devono capire il perché di quella precisa esercitazione, metabolizzare la successiva correzione della gestualità interessata e comprenderne il perché nel rispetto dei ruoli che conseguentemente ciò ne comporta. Un difensore, per esempio, che deve capire l'elastico difensivo, deve lavorare quotidianamente per specializzarsi in una zona del campo dove gli si chiede di trovare delle soluzioni a delle difficoltà oggettive variabili e che sono di sua competenza esclusiva." Specificità dell'allenamento: "Differenti sono le posture che si vanno ad analizzare: il lavoro e i movimenti atletici dei centrocampisti sono diversi da quelli degli esterni. Un centrocampista ha un raggio d'azione a 360°, deve saper osservare e decidere prima ancora di essere in possesso della palla e per fare poi la giocata opportuna, mentre all'esterno gli si chiede profondità difensiva e offensiva, capacità di crossare in corsa per gli avanti, che a loro volta devono essere bravi a creare gli spazi necessari per gli inserimenti dei centrocampisti con corse in diagonale, a mezzaluna e con lo sguardo sempre orientato verso il portatore di palla per eseguire l’azione con i tempi giusti; inoltre gli attaccanti devono usare il corpo come scudo in tutte le gestualità." L'1 contro 1: "Il fattore gestuale nell'1 vs. 1 è fondamentale, è la chiave di volta del football. Il saper accorciare, l'agganciare l’avversario alla giusta distanza e sferrare l’anticipo solo al momento opportuno (pena il fallo e le conseguenti punizioni in zone pericolose del campo). Sono fasi nelle fasi." Il lavoro: "La tecnica di base, i movimenti e la tattica. Con i cinesini, con le pettorine (per distinguere i ruoli) e con i palloni si possono creare una miriade di situazioni di gioco e riprodurre difficoltà differenziate per lavori più che intensi e ottimali. Settimanalmente miglioriamo la reattività-rapidità (e non la velocità lineare: nel calcio non esiste), attraverso esercitazioni che riproducono i gesti, ruolo per ruolo, filmati nell’ultima gara giocata e svolti alla massima intensità. La resistenza, nel periodo agonistico, la alleniamo attraverso la partita a tema tattico, dove ogni giocatore è impiegato nel suo ruolo e dove viene modulato, da parte nostra, il numero dei calciatori, le dimensioni del campo, i tempi di gioco e di recupero per ottenere l’obiettivo atletico prefissatoci." La palestra: "L'allenamento in palestra con i carichi è fondamentale perché un muscolo tonico, elastico e potente resiste meglio alle sollecitazioni del campo; il lavoro di forza è un lavoro di prevenzione!" La vittoria: "Ci si allena anche alla vittoria, perché bisogna saper vincere e capire come si possono ottenere i successi: con la determinazione, la grinta, il sudore e i sacrifici." L'analisi conclusiva: "Bisogna quantificare il lavoro e dimostrarlo con dati specifici e inconfutabili: il giovane, così, viene maggiormente stimolato a fare bene in allenamento. Certo il vero esame è quello della partita (tant’è vero che la filmiamo), ma l’autocorrezione attraverso la ripetitività del gesto atletico e tecnico a questi livelli è importante per migliorarsi adeguatamente."
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